Osteopatia Del Sistema Pleuropolmonare e Cardiovascolare

L'OSTEOPATIA DEL SISTEMA PLEUROPOLMONARE E CARDIOVASCOLARE

I sistemi cardiovascolare e pleuropolmonare sono quelli che più accusano stress di varia natura, somatici, metabolici, biochimici ed emozionali, visto il costante adattamento funzionale che devono sostenere per mantenere la corretta omeostasi e omeoresi dell’organismo. Allo stesso tempo, in ambito specialistico, la medicina osteopatica non tratta una specifica patologia foniatrica, polmonare o cardiocircolatoria, ma può trattare i problemi funzionali associati al sistema cardiovascolare, cardiopolmonare e pneumofonatorio, contribuendo al miglioramento della funzionalità di organo e dello stato generale del paziente. Il cuore e i polmoni sono organi fondamentali nel nostro corpo: la loro salute è essenziale per il benessere globale del nostro organismo.


Quali sono le malattie che possono comprometterli?

Le malattie del Cuore e dei grandi vasi hanno alla loro origine molteplici cause. Tra queste una rilevanza significativa si può attribuire alla modificazione della struttura della parete interna dei vasi sanguigni, che ha relazione con il deposito di sostanze normalmente non presenti all’interno del vaso quali accumuli di materiale lipidi ed aggregati piastrinici, alla modifica del tono muscolare della parete muscolare dei vasi arteriosi, regolata dal sistema nervoso autonomo ortosimpatico, ed a disregolazione del sistema autonomico viscerale che tramite i nervi cardiaci regola la funzionalità automatica del battito cardiaco.
Una malattia polmonare può essere dovuta ad agenti patogeni, quali virus, batteri e funghi; il fumo di sigaretta; il contatto e/o l'inalazione protratta nel tempo di sostanze tossiche (asbesto, silice ecc.) e/o inquinanti (es: gas di scarico delle automobili); alterazioni genetiche riguardanti tratti di DNA la cui integrità è fondamentale alla salute dei polmoni; malfunzionamenti del sistema immunitario (malattie autoimmuni) che inficiano specificatamente sulla salute dei polmoni; l'assunzione di certi farmaci (es: chemioterapici e alcuni medicinali per cuore), il consumo di droghe iniettabili e determinate cure mediche (es: radioterapia); traumi al torace.


Come agisce l’osteopatia?

La concomitanza statisticamente significativa tra cardiopatie, patologie dell’apparato respiratorio, dei sistemi sierosi che rivestono cuore e polmoni e alterazioni del complesso integrato di regolazione PNEI, che coinvolge il circuito dello stress e le implicazioni neurologiche, psicologiche, endocrine sistemi cardiovascolare e pleuropolmonare sono quelli che più accusano stress di varia natura, somatici, metabolici, biochimici ed em immunologiche ha nella alterazione della regolazione neurovegetativa uno dei principali effetti somatici.
Il trattamento manipolativo osteopatico (OMT) ha come obiettivo principale il ripristino della regolazione neurovegetativa fisiologica ed esercita una azione terapeutica e preventiva spendibile in modo specifico nelle cardiopatie.

L’azione sui tessuti connettivi ha un ruolo significativo nella normalizzazione delle disfunzioni di motilità e mobilità viscerale degli organi mediastinici (polmoni e relative sierose con sistema tracheo bronchiale, cuore e relative sierose con sistema dei grandi vasi arteropolmonari) e sotto diaframmatici, che hanno influenza sulla funzionalità cardio polmonare (fegato, stomaco, milza, reni).
Nella concezione olistica dell’Osteopatia un rilievo significativo nella regolazione lo esercita in particolare il sistema di regolazione centrale, il sistema nervoso compresa la parte autonomica, dei nervi cranici e midollare.
Sono stati effettuati studi scientifici con l’obiettivo di verificare l’impatto biologico dell’Osteopatia Craniale nel trattamento delle patologie cardiocircolatorie e respiratorie, che hanno fornito dati molto interessanti.
In particolare sono stati presi in considerazione pazienti con cardiopatia ischemica provenienti dal reparto di cardiologia e unità coronarica e dalla cardiochirurgia, dopo infarto miocardico o intervento cardiochirurgico di rivascolarizzazione miocardica con by pass aorto-coronarici.

L’introduzione del trattamento di OMT Craniale ha determinato effetti sia a breve che a lungo termine consistenti in miglioramento dei valori della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, dello stato di ansia e del tono dell’umore (questionari C.D.A. e S.T.A.I) che è risultato essere nettamente migliore rispetto ai pazienti che hanno svolto solo il programma di riabilitazione standard (attività educazionale e attività fisica). Nei pazienti provenienti dalla cardiochirurgia che hanno subito una sternotomia, è stato osservato inoltre un miglioramento della postura.
L’OMT favorisce l’attivazione dei meccanismi di auto-guarigione del corpo e dato che il sistema Cranio Sacrale è un in stretto rapporto con Sistema Nervoso Centrale (SNC), Sistema Nervoso Autonomo (SNA), sistema muscolo scheletrico, endocrino, cardiocircolatorio, respiratorio e fasciale tale effetto si riscontra a livello di molti sistemi fisiologici.
L’OMT facilita il riequilibrio dell’attività orto/parasimpatica con effetti positivi su ipertensione arteriosa, aumento della frequenza cardiaca, riduzione della motilità intestinale, effetti dell’ipertono vagale quali aritmia cardiaca, contrazione bronchiale, spasmo gastrico ed iperproduzione di succhi gastrici, nausea, spasmo intestinale.
L’OMT si integra con tutti gli altri sistemi terapeutici e trattamenti medici e contribuisce a migliorare la qualità dell’outcome dalla fase acuta e soprattutto la qualità di vita dopo l’evento; costituisce una risorsa efficace da utilizzare in modo competente nel rispetto delle red flags (fattori di rischio gravi), in contesti clinici stabilizzati.


Francesco Caliendo - MioDottore.it